La lavorazione del vetro in fornace

 

Assistere alla lavorazione del vetro in una fornace, osservando la massa incandescente di vetro entrare ed uscire dal forno, prendendo man mano forma e trasformandosi in un oggetto grazie alle abili manovre del maestro,  rappresenta sicuramente un’esperienza sicuramente  straordinaria ed emozionante.

Per poter essere lavorato il vetro deve deve essere prima preparato, normalmente avviene la sera antecedente, inserendo ed amalgamando   un impasto di materie prime. Il materiale principale per la lavorazione del vetro di Murano è la sabbia di silicio (sodio, potassio e calcio) che viene fusa assieme a rottami di vetro nel forno a 1500°C  diventando così vetro trasparente. Le materie prime vengono depositate  con l’apposita pala (cazza da missar) dentro un crogiolo, un recipiente in materiale refrattario inserito nel forno. Ogni crogiolo puo’ avere una colorazione di vetro diversa, ottenuta aggiungendo al vetro trasparente ancora liquido  i vari ossidi minerali. Ogni colore è caratterizzato da un diverso ossido che ne determina l’intensità in base alla quantità usata, ad esempio, con il cobalto si ottiene il blu, con il rame il verde, con il selenio e l’oro 24 carati il rosso di Murano, etc.

La temperautura viene successivamente abbassata fino a circa 1.000 gradi. Dopo circa 9 ore il vetro raggiunge la giusta consistenza e viscosità adatte per essere lavorato. Con l’apposita canna viene prelevato un grumo di pasta di vetro chiamato bolo e viene fatto roteare manualmente appoggiando a la canna oppure avvalendosi di apposita attrezzatura,

 roteazione della massa vetrosa

roteazione della massa vetrosa

 

per poi essere appoggiato su un di un tavolo in acciaio chiamato marver.

Questa operazione consente di dare un determinata compattezza e omogeneità alla massa vetrosa facendogli assumere le dimensioni previste per essere successivamente lavorata.  Il tavolo Marver assorbirà la maggior parte del calore del vetro fuso perché la superficie dei materiali è a contatto mentre si ruota .

tavolo Marver
tavolo Marver
 

L’operazione di accumulo e di arrotolamento del vetro sul bronzino puo’ essere ripetuta piu volte per raggiungere le dimensioni previste per dare forma all’oggetto.

Alla massa vetrosa viene data una forma arrotondata per mezzo di un giornale inumidito  trasformando il pariso in un proiettile che poi viene rimesso nel forno per essere nuovamente riscaldato. Durante queste operazioni il cannello ruota sempre

arrotondamento del vetro
Arrotondamento del vetro per mezzo di un giornale inumidito

Una volta che il pezzo di vetro è formato, è  pronto per essere lavorato e modellato, tramite l’ausilio attrezzi tipici rimasti invariati nei secoli, come le pinze, di forme diverse che servono per modellare il vetro (borsella) o le tagianti forbici di varie forme usate per tagliare ed  eliminare dal vetro ancora caldo il materiale in eccesso. (foto).  La pasta di vetro rimane duttile fino alla temperatura di 500° dopodiché deve essere rimessa nella fornace e resa di nuovo lavorabile.
lavorazione del vetro
lavorazione manuale del vetro con attrezzi

 
Terminata la lavorazione manuale dell’oggetto poichè questo possiede una temperatura che si aggira intorno ai 600°C è necessario raffreddarlo ulteriormente, pertanto verrà posto nel forno di raffreddamento in fondo alla fornace, la cui temperatura diminuendo gradualmente per una durata minima di 24 ore eviterà lo shock termico e quindi la rottura della massa vitrea  per lo sbalzo di temperatura.

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forno di raffreddamento

Uscito dal forno di raffreddamento l’oggetto a questo punto viene rifinito a freddo con varie tipologie di lavorazione

  • Meccaniche: pulitura, molatura, smerigliatura, intaglio.
  • Chimiche: opacificazione ottenuta tramite acido fluoridrico.
  • Termiche: fusione locale per incollaggio di più parti, ricottura, tempra.
Ora il pezzo è pronto per arrivare a casa tua !!!!