Venezia, Murano ed il vetro

Parlare di Venezia significa raccontare anche di una delle attività produttive della città più conosciute al mondo: la fabbricazione del vetro artistico effettuata nella famosa isola della laguna veneta di Murano.

Murano è situata a nord-est di Venezia tra il centro storico e l’aeroporto Marco Polo di Tessera, formata da sette isole a loro volta collegate da ponti e da un canale che l’attraversa cosi’ come Venezia possiede il suo Canal Grande dove numerosi palazzi si specchiano. L’isola di Murano assieme alle isole di Torcello e Burano fu uno uno dei centri maggiori fondati dagli abitanti di Altino nell’anno 453, quando fuggirono dalle invasioni degli Unni.

 
 

La scelta di questa isola per realizzare il vetro avvenne nel 1291 quando la Repubblica di Venezia ordinò per motivi di sicurezza  il trasferimento a Murano, di tutte le fornaci esistenti in centro storico, motivato dal timore di devastanti incendi, considerato che le case nel centro storico erano costruite in prevalenza con il legno,  cosi come i forni di allora.

Murano divenne nota in tutto il mondo per la lavorazione del vetro, diventando meta di vacanze per artisti e per famiglie aristocratiche Patrizie, le quali qui fecero costruire ville, palazzi, chiese e monasteri.  I prodotti dell’industria muranese acquistarono ben presto rinomanza mondiale. Venezia si era accaparrata i migliori artisti vetrai del mondo e ne era gelosissima tanto da adottare provvedimenti per impedire ai maestri vetrai di allontanarsi da Venezia: Si ipotizza che le tecniche si siano affinate grazie ai contatti che i veneziani avevano instaurato con il vicino oriente a scopi commerciali, sopratutto con i paesi di antica tradizione vetraria quali fenici, siriani e egiziani.

Il vetro di Murano è uno dei più preziosi vetri che vengono realizzati in Italia, per molti secoli, i vetrai di Murano mantennero uno stretto monopolio sulla qualità e sul processo di produzione del vetro, inizialmente il tipo di produzione era di carattere utilitario e di serie come per esempio bottiglie per contenere il vino e l’olio, bicchieri lampade ecc. oppure oggetti con immagini religiose.

Nel corso degli anni la manifattura del vetro divenne una delle attività della Repubblica nei secoli seguenti perfezionato l’impasto vitreo, fu possibile ottenere oggetti mirabili per leggerezza aerea. Tipici di Murano i vetri “a reticello”, “all’ avventurina”, “a ghiaccio”, “millefiori”, imitati in diversi paesi del mondo.

Con la fine della repubblica veneziana (1797)  la produzione del vetro a Murano venne quasi totalmente interrotta a parte qualche piccola officina. L’attività vetraria riprese in pieno nella seconda metà del XIX secolo: si formarono scuole per futuri maestri vetrai.

tessere e conterie (perline di vetro per collane) millefiori, cristallino, smaltato, lattimo, fino alla riscoperta degli antichi vetri romani, le odierne murrine.

Murano raggiunse nel XV secolo fama internazionale per la produzione di vetri soffiati dovuta ad artigiani specializzati di altissimo livello tecnico ed artistico.

Essendo il processo di creazione del vetro molto complesso ed economicamente rilevante, i vetrai furono autorizzati a portare spade e godere alcune immunità ma non furono mai autorizzati a lasciare la Repubblica proprio per non condividere i segreti della loro arte.